Il vicepresidente vicario di Federsanità ANCI Lazio è intervenuto sul ruolo delle amministrazioni locali nell’intercettazione precoce dei bisogni dei cittadini, sottolineando l’importanza delle reti territoriali, della collaborazione tra servizi e dell’alfabetizzazione sanitaria, sociale e digitale.
Come intercettare precocemente i bisogni dei cittadini e favorire una domanda appropriata di servizi? È questo il tema affrontato da Fabio Attilia, vicepresidente vicario di Federsanità ANCI Lazio, nel corso di Welfair – La fiera della Sanità, l’evento dedicato alla salute e al benessere della persona.
Dal punto di vista di Federsanità e delle amministrazioni locali, la risposta passa attraverso la costruzione di una filiera integrata capace di collegare la lettura dei bisogni, l’accesso ai servizi, la valutazione, la presa in carico e la verifica degli esiti.
L’obiettivo è promuovere un modello che non si limiti a intervenire quando il bisogno è già diventato evidente, ma che sappia riconoscerlo tempestivamente, attraverso un approccio orientato alla prevenzione e all’integrazione tra dimensione sanitaria e sociale.
Intercettare i bisogni inespressi e raggiungere le persone più fragili
Una particolare attenzione è stata dedicata ai cosiddetti bisogni inespressi, ovvero alle necessità che rischiano di non emergere o di non trovare una risposta adeguata attraverso i canali ordinari di accesso ai servizi.
Tra le situazioni richiamate figurano quelle degli anziani soli, delle persone con patologie croniche, delle famiglie con carichi assistenziali, dei caregiver, delle persone con disabilità e di chi vive in condizioni di vulnerabilità sociale.
In questo contesto, le amministrazioni locali possono svolgere un ruolo fondamentale nell’individuazione delle fragilità e nell’attivazione degli interventi di sostegno sociale, in raccordo con i servizi sanitari e con gli altri soggetti presenti nelle comunità.
L’integrazione sociosanitaria diventa quindi essenziale per mettere in relazione bisogni diversi e favorire percorsi di assistenza e sostegno più coordinati.
Territori eterogenei, risposte adeguate alle comunità
Nel suo intervento, Attilia ha evidenziato anche le differenze che caratterizzano i territori, in termini di densità abitativa e disponibilità dei servizi, con situazioni che possono variare sensibilmente anche all’interno della stessa provincia.
Le aree interne e le comunità montane richiedono particolare attenzione nella programmazione delle risposte, affinché le caratteristiche geografiche e organizzative dei territori siano considerate nella definizione degli interventi.
Per affrontare queste differenze è importante rafforzare la collaborazione tra Comuni, aziende sanitarie, distretti e professionisti, valorizzando anche il contributo degli enti del Terzo settore e delle associazioni presenti sul territorio.
La costruzione di reti comunitarie e la conoscenza delle realtà associative locali possono favorire il raccordo tra i diversi soggetti e contribuire a individuare le risorse disponibili per rispondere alle esigenze dei cittadini.
Alfabetizzazione sanitaria, sociale e digitale
Un altro tema centrale dell’intervento ha riguardato l’alfabetizzazione sanitaria, sociale e digitale, considerata uno strumento importante per migliorare la conoscenza e l’accessibilità dei servizi.
Informare i cittadini sulle opportunità disponibili significa aiutarli a orientarsi tra le prestazioni territoriali, conoscere gli strumenti di prevenzione, acquisire informazioni utili per l’autogestione delle patologie e individuare le misure di sostegno sociale a cui possono accedere.
La conoscenza dei servizi e delle opportunità presenti sul territorio è particolarmente importante per raggiungere anche le persone che, pur avendo necessità assistenziali o sociali, non sono ancora riuscite a individuare una risposta adeguata.
Il ruolo di Federsanità nel raccordo tra istituzioni e servizi
In questo scenario, Federsanità svolge un ruolo di raccordo e accompagnamento tra i diversi attori del sistema sociosanitario, promuovendo la diffusione delle buone pratiche e la conoscenza degli strumenti disponibili presso le aziende sanitarie, i Comuni, i distretti e gli operatori del Terzo settore.
L’obiettivo è favorire una maggiore collaborazione tra istituzioni e servizi, valorizzando le esperienze già presenti nei territori e sostenendo la costruzione di reti comunitarie capaci di intercettare tempestivamente i bisogni.
Un percorso che mette al centro la persona e riconosce nella prevenzione, nell’integrazione sociosanitaria e nella collaborazione territoriale elementi fondamentali per favorire risposte più coordinate e vicine alle esigenze delle comunità.