Restituire una possibilità a chi ha perso la vista e per il quale non esistono più alternative terapeutiche. È questo il valore dell’odontocheratoprotesi, un intervento di altissima specializzazione destinato ai pazienti affetti da cecità corneale irreversibile, per i quali nessun’altra soluzione chirurgica risulta praticabile.
Si tratta di una tecnica complessa e unica, che richiede competenze multidisciplinari ed esperienza maturata nel corso degli anni. Nata oltre cinquant’anni fa grazie all’intuizione del Prof. Benedetto Strampelli e successivamente sviluppata presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini dal Prof. Giancarlo Falcinelli, questa eccellenza della sanità pubblica continua oggi grazie all’attività della UOC di Oculistica diretta dal Dott. Francesco Bonfili.
A testimoniare il valore di questo percorso è la storia di un paziente affetto da Sindrome di Sjögren e Pemfigo Cicatriziale, patologie che nel tempo lo hanno portato alla completa perdita della vista.
Dopo anni di visite, consulti specialistici e ricerche anche fuori dall’Italia, al paziente è stata prospettata la possibilità di sottoporsi all’intervento di odontocheratoprotesi presso il San Camillo Forlanini, centro di riferimento per questa procedura.
Il percorso terapeutico si è rivelato lungo e complesso, con cinque interventi chirurgici affrontati nel tempo e senza la certezza iniziale di poter recuperare la vista. Nonostante le difficoltà, il risultato raggiunto ha consentito al paziente di recuperare una parte significativa della propria autonomia e qualità della vita.
«Oggi posso dire con grande felicità di aver ottenuto un recupero visivo che mi ha ridato una parte importante della mia vita e della mia autonomia», racconta il paziente, che ha voluto esprimere il proprio ringraziamento al Dott. Ottavio Bonati per la professionalità, la competenza e l’umanità dimostrate durante tutto il percorso di cura.
La testimonianza rappresenta anche un appello a preservare e valorizzare questa preziosa esperienza chirurgica, garantendo la formazione di nuovi specialisti e la continuità di una tecnica che può cambiare concretamente la vita delle persone non vedenti.
L’odontocheratoprotesi continua infatti a rappresentare una delle più straordinarie espressioni dell’innovazione e dell’eccellenza della sanità pubblica italiana, offrendo una speranza concreta a pazienti che altrimenti non avrebbero alcuna possibilità di recupero visivo.