Un nuovo passo avanti nella prevenzione oncologica arriva dall’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, che ha avviato un programma dedicato alla diagnosi precoce del tumore del colon-retto rivolto alla fascia di età 35-49 anni, oggi esclusa dagli screening regionali.
Il tumore del colon-retto rappresenta una delle principali cause di mortalità oncologica: è la seconda neoplasia nelle donne e la terza negli uomini in Italia.
Negli ultimi anni si registra inoltre un aumento significativo dei casi tra i più giovani, spesso diagnosticati in fase avanzata. Tuttavia, se individuato precocemente, si tratta di una delle forme tumorali più prevenibili e curabili.
Il nuovo programma si inserisce proprio in questo contesto, con l’obiettivo di intercettare precocemente i soggetti a rischio attraverso un percorso dedicato che prevede una prima fase di autovalutazione, seguita – nei casi selezionati – da visita specialistica ed eventuale colonscopia.
Lo strumento consente di individuare i fattori di rischio e attivare un percorso di approfondimento mirato.
Come sottolineato dal Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, “iniziative come questa rappresentano strumenti concreti di speranza e contribuiscono a costruire una sanità che non aspetta la malattia, ma si prende cura delle persone in anticipo, quando è ancora possibile intervenire in modo efficace”.
Il progetto rappresenta inoltre la prosecuzione di un percorso già avviato dall’ospedale sul fronte della prevenzione, dopo il programma dedicato alla diagnosi precoce del tumore al polmone, che ha già portato risultati significativi in termini di individuazione di neoplasie in fase iniziale.
“Le aziende ospedaliere possono e devono contribuire non solo alla cura, ma anche all’intercettazione precoce delle patologie”, ha dichiarato Angelo Aliquò, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, sottolineando come la diagnosi precoce rappresenti un elemento chiave non solo per salvare vite, ma anche per garantire la sostenibilità del sistema sanitario.
L’iniziativa si inserisce nel quadro più ampio delle strategie regionali di prevenzione e innovazione organizzativa, con l’obiettivo di colmare le lacune degli screening tradizionali, attualmente attivi nella fascia 50-74 anni.
I dati regionali evidenziano infatti come, nonostante una copertura degli inviti pari al 100%, l’adesione allo screening resti ancora limitata (18,9%), a fronte di risultati estremamente positivi in termini di sopravvivenza, che possono raggiungere il 90% nei casi diagnosticati precocemente.
Oltre all’individuazione dei casi, il programma punta anche ad aumentare la consapevolezza sui fattori di rischio – tra cui stile di vita sedentario, dieta squilibrata, obesità, fumo e familiarità – e sui sintomi iniziali, spesso sottovalutati.
Un’iniziativa che rafforza il ruolo della prevenzione come leva fondamentale per migliorare gli esiti di salute e rendere il Servizio Sanitario sempre più proattivo e vicino ai cittadini.
I cittadini tra i 35 e i 49 anni possono accedere al questionario online disponibile al seguente link: